Mercoledì

Una serata davvero DIFFERENTE

Strana impressione partecipare a una serata (IN)Difference. Senz’altro (e chissà in quanti avranno già fatto questo gioco di parole) non vi lascerà INDIFFERENTI. Non sarà una cosa che dimenticherete presto, qualunque scelta facciate per i vostri prossimi mercoledì.

Per chi come me si reputa una persona sociale

ma che sotto sotto ha ancora un sacco di timidezza, approcciarsi a sconosciuti, per strada, non è affatto una cosa INDIFFERENTE.

Chinarsi e prendere l’iniziativa per parlare a persone che normalmente si tende quasi a non guardare, è un grosso cambio di prospettiva.
Lì accucciati, vicini a un signore su un letto improvvisato con un coperta, sotto il porticato di piazza duomo, si diventa (o almeno ci si sente) anche al centro dell’attenzione generale. Ci si sente osservati (di nascosto) da tutti quelli che passano, ci si sente probabilmente giudicati e categorizzati velocemente (“saranno ciellini?”, “strano, quello sembrava vestito bene…”), e ci si scopre a domandarsi come sia essere lì “in vetrina” ogni giorno, ogni ora.

Poi ti accorgi che cominci a parlare con loro, che loro cominciano a parlare con te, e diventi INDIFFERENTE al resto del mondo.

Sarà un po’ anche la fatica e la concentrazione che richiede soprattutto all’inizio il decifrare il fiume di parole in piena, spesso misto di DIFFERENTI lingue, accenti, con nuove storture sintattiche, parole mangiate, storpiate o bevute.

Saranno le ginocchia che cominciano a gridare per la fatica del mantenere la posizione accucciata (invidiando lui coricato “comodo” sulla coperta).

Ma davvero si entra in una bolla speciale, e presto le ginocchia non faranno più male.

Lui comincia a raccontarti la sua storia, una vita intera in pochi minuti, a volte capita di sentire grandi sfortune, altre volte, grandi avventure (nel bene e nel male), in ogni caso grandi e DIFFERENTI; a volte sembra di assistere a un film, anzi a 5 stagioni di un telefilm proiettate a velocità decuplicata: tutti i soggetti del mondo in una vita raccontata in pochi minuti, una telenovela di amori, odi e tradimenti, malattie e morti, fortune sfiorate o sparite.
Loro all’inizio non sanno quanto rimarrai ad ascoltare e probabilmente vogliono dirti tutto, vogliono anche interessarti, conquistarti. Ad un certo punto si interrompono e poi ricominciano, incespicano, ma tu finalmente proprio grazie a quelle ripetizioni cominci a orientarti, trovi un piccolo aggancio, cogli alcune parole ricorrenti e capisci che quelle sono le cose importanti.
Cominci a poter fare qualche domanda, per riempire qualche piccolo buco o avere conferma di una cosa che speri di avere capito…
Vuoi forse comunicargli anche che sei stato attento, che sei interessato, che riescono a spiegarsi, che si può comunicare.

A ripensare a alcuni racconti poi magari identifichi l’esagerazione se non addirittura l’invenzione. Il “big fish”: il pesce pescato che diventa enorme, gigantesco, ma anche quello fa parte del gioco, il reinterpretare la propria vita per se stessi e per gli altri.

In ogni caso quando ti rialzi, e gli dici che anche altri mercoledì potrete rivedervi, continuare il racconto, ti accorgi finalmente che i suoi occhi ti guardano in maniera DIFFERENTE da come ti hanno guardato quando ti sei accucciato, e che anche tu lo vedi in maniera DIFFERENTE e sai soprattutto che non potrai più passargli di fianco con INDIFFERENZA.

Questa è la vera DIFFERENZA di INDIFFERENCE.

Resoconto di Carlo B.



Leave a Reply

Pubblicato il: 5 Novembre 2018 alle 1:44 pm