Mercoledì

Una nuova luce negli occhi – mercoledì 1 febbraio

Chi ci segue dagli esordi sa quanto sia importante per noi di [!N]Difference portare un aiuto umano e concreto ai senzatetto di Milano; alleviare la loro solitudine e il loro stato di emarginazione e migliorarne la condizione portando loro il necessario per soddisfare le piccole richieste e soprattutto incoraggiandoli a rivolgersi agli enti pubblici e privati i grado di fornire loro una risposta mirata alle specifiche difficoltà.

Chi conosce le storie e i vissuti di queste persone, attraverso l’esperienza del mercoledì sera sul campo o grazie ai resoconti settimanali delle nostre uscite, sa poi che l’unico potente antidoto contro un destino già segnato è l’inserimento lavorativo, in grado di assicurare stabilità economica e soprattutto di far recuperare parte di quella dignità personale e di quella consapevolezza delle proprie capacità che risultano imprescindibili per un effettivo reinserimento nella società.

La necessità di una metodica e costante ricerca di impiego è un tema ricorrente nelle nostre uscite serali, nonché il motore che nei mesi ci ha spinto a supportare incessantemente i senzatetto nella stesura dei curriculum e nella selezione di posizioni disponibili che meglio si adattassero ai differenti profili. Più volte però, l’entusiasmo iniziale da parte dei nostri amici ha lasciato brevemente il posto a sentimenti di rassegnazione, di sconforto e soprattutto di diffidenza nei confronti di quella società a loro avviso così incurante nei confronti di chi è costretto a vivere sul ciglio della strada, rendendo vani tutti gli sforzi e i risultati fino a quel momento ottenuti.

Mercoledì sera, però, le cose sono andate inaspettatamente in modo diverso: l’Artigiano ci ha confidato di aver ricevuto risposta affermativa alla domanda di partecipazione al bando indetto dal Comune di Milano e rivolto a persone senza impiego, e di essere stato convocato per un primo colloquio conoscitivo che si sarebbe tenuto il giorno seguente. Era impaziente e determinato, volenteroso di andare e a fare un’ottima impressione.

Il Sagace ci ha cercato su e giù per il Corso, non stava più nella pelle e voleva festeggiare con noi per aver trovato un lavoro (si tratta anche nel suo caso, per la verità, di una serie di colloqui volti al successivo inserimento lavorativo che sta tenendo da alcune settimane presso Centro per l’impiego del Comune di Milano).

Il Poeta ci si è avvicinato per spiegare dettagliatamente a una parte del gruppo che l’assistente sociale che lo segue aveva ultimato la relazione nei suoi confronti, uno degli ultimi ostacoli per l’ottenimento dell’alloggio popolare, e che si trattava di un testo decisamente positivo in ogni sua parte.

Mercoledì sera, gli occhi con cui queste persone ci hanno cercato e con cui ci hanno raccontato e descritto ogni singolo episodio brillavano di una luce nuova, o meglio di una luce preesistente ma spenta da tempo: quella in grado di riaccendere dentro sé il coraggio, la determinazione e la sicurezza nelle proprie potenzialità, indipendentemente da tutti gli scherzi sinistri del destino.

Non vogliamo illuderci che per queste tre persone la situazione si sia definitivamente risolta, siamo ben consci che se si tratti di un percorso in salita e che loro si trovino ancora a valle, ma sappiamo dai loro occhi che qualcosa si è risvegliato, e pensiamo non ci sia punto di partenza più forte.



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Pubblicato il: 6 Febbraio 2017 alle 2:37 pm