Mercoledì

Tu..diresti a tuo figlio che vivi in strada? – mercoledì 26 luglio

Con questo titolo inizia il resoconto di questo mercoledì, una domanda tanto banale ma che cela dietro di sè una moltitudine di risposte e di scelte. Si perché bisogna fermarsi, accettare la propria realtà e domandarsi qual è la cosa giusta da fare, sia per la propria autostima in rapporto alla famiglia e sia sul cosa sia la cosa giusta da raccontare a un figlio.

La scelta è senza dubbio così personale che non vi è un giusto o sbagliato, vi è solo un bivio. Dire la verità o una bugia a fin di bene?

Nel corso di questi anni, ci siamo accorti di come la maggior parte dei senzatetto sia stata sposata e di come molti abbiano avuto anche dei figli.
Un passato quindi “ordinario” con una famiglia, un lavoro e degli amici…finchè per diversi motivi (ma di fatto simili) la loro vita è cambiata completamente.

E’ così che questo mercoledì il Sagace ci ha raccontato di essersi  sposato 3 volte (con una siciliana, una pugliese e una abruzzese) e dalle quali abbia avuto complessivamente 9 figli (ora adolescenti).
O di come l’Economista che per quanto separato dalla moglie, continua a tenere con lei un buon rapporto così da far crescere loro figlio con la presenza costante di entrambi i genitori.
Storia invece molto simile a quella del Sagace, è quella che ci ha raccontato il Broker, il quale ha avuto 6 figlie da 3 donne diverse e di come pochi anni fa sia riuscito a organizzare una riunione di famiglia permettendo così alle sue figlie di conoscersi l’un l’altra.

Non scenderemo nei particolari, ma sappiate che le persone sopracitate hanno optato per scelte opposte sul dirlo o non dirlo ai propri figli.

Nel corso della serata abbiamo poi parlato con il Girovago che ci ha manifestato tutta la sua felicità, non solo perchè la sua prima settimana di lavoro è andata bene, ma anche perchè è riuscito a trovare anche una soluzione per le sue valigie (l’ultima volta che l’avevamo visto era infatti preoccupato di come e dove poter lasciare le valigie nelle ore di lavoro). Il Girovago ci ha infatti raccontato di aver confidato il suo problema ai colleghi,  i quali hanno subito manifestato a lui solidarietà e gli hanno offerto di poter lasciare le sue borse nella loro macchina durante la giornata.

L’unica nota ancora dolente per il Girovago rimane l’alloggio, infatti la sera dopo il lavoro, continua a tornare in Duomo, mettersi sulla sua stuoia e addormentarsi lì, in quanto essendo nel primo mese di lavoro non ha ancora ricevuto lo stipendio (necessario per potersi affittare una stanza).

Sul finire della serata è venuto a salutarci anche l’Attore, al quale purtroppo gli è stato di recente chiesto di lasciare la casa che aveva preso in affitto (da poco aveva infatti perso il lavoro e con esso le entrate economiche necessarie per pagare l’affitto). Ora il caro Attore è tornato a dormire in aeroporto, ma ciò non l’ha abbattuto e sopratutto non gli ha fatto perdere la sua voglia di ridere e intrattenere.

E’ stato un mercoledì che ci ha permesso di riflettere su un aspetto conosciuto, ma troppe volte dimenticato:
chi vive in strada si sente chiamato in tanti modi diversi..ma a volte anche Papà! 🙂



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Pubblicato il: 31 Luglio 2017 alle 11:35 am