Emozione

Emozione.
Finalmente l’emozione che precede un nuovo incontro.
Sono stati mesi lunghi, diversi e pesanti; mesi di tensioni e di paure.
Dai confortevoli ambienti della mia abitazione mi è capitato di pensare frequentemente a chi una casa non ce l’ha. A come si potesse affrontare questa emergenza, la vita, la quotidianità senza un rifugio, una protezione.
Mi sono fatta domande sul senso di abbandono e di appartenenza: ad una famiglia, ad un gruppo di amici, ad una comunità. L’ho vissuto sulla mia pelle. Mi sono chiesta come si possa vivere costantemente in solitudine, ai margini della società, invisibili agli occhi di molti.
Ho dovuto resistere all’impulso di prendere la bicicletta e andarmi a sedere accanto a loro, a debita distanza, in silenzio, solo per far sentire loro la vicinanza emotiva che stavo provando in quel momento e che non avevo modo di dimostrare.
Non potevo più godere di quello scambio che ha luogo ogni mercoledì tra le vie del centro.. non potevo più dedicare loro parte del mio tempo per ricevere in cambio nutrimento per la mia anima. 
Emozione.
Ieri mattina sapevo che li avrei incontrati di nuovo.
Ero carica, frizzante, non vedevo l’ora di sentire nuovamente i loro racconti. Volevo sapere come avessero affrontato questi mesi, la paura, la solitudine. 
Mi erano mancati, tutti. 
Ed ecco che finalmente potevo tornare ad ascoltare le loro voci, le loro storie, i loro pensieri.

Stefania

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Non uso molto Facebook. Per qualche anno ne sono rimasto fuori. Ricordo che mi convinsi ad abbandonarlo dopo un commento fatto da una mia compagna di Liceo; non accettava il fatto che non avessi confermato la sua richiesta di amicizia.
Poi, dopo qualche anno, vidi il film “The Social Network” ed immediatamente ripresi a riflettere su questo tema. Mi ricordai del mio periodo di studi universitari in Islanda, dove trascorsi alcuni tra i più bei momenti della mia vita, imparando a conoscere meglio le mie emozioni ed affrontando per la prima volta anche la solitudine.

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

“La vita da senzatetto è una dura, dura lotta. Sei sempre affamato, sei sempre stanco e la società pensa sempre il peggio di te”. Gregory P. Smith è un uomo australiano… Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

Il Razionale si racconta

“Credo di aver avuto le più belle soddisfazioni della mia vita chiedendo l’elemosina. Forse è perché sono sempre vestito in modo corretto, sempre pantaloni e camicia stirati, forse sarà l’età, forse perché si vede che sono pacifico e innocuo, non so, ma ho incontrato tanta gente che si è fermata a parlare con me, che mi chiede come sono finito lì, che mi stringe la mano, che mi abbraccia.

Il Razionale si racconta

Milano, i senzatetto sono 2.600

Gli studenti-volontari di Bocconi e altri atenei della città hanno contato le persone senzatetto nel 2018 a Milano, uno su quattro non cerca riparo nei dormitori.

I numeri: Sono 2.608 le persone senza dimora contate a Milano nel 2018. Di queste, 587 sono state individuate in strada, mentre 2.021 in strutture di accoglienza notturna. Rappresentano lo 0,2% della popolazione cittadina, ovvero 2 persone ogni 1.000 abitanti, dato in linea con quello di altre grandi città europee.
Milano, i senzatetto sono 2.600

L’indifferenza

[IN]Difference vuole essere la differenza all’indifferenza, come recita il nostro slogan. Crediamo infatti che l’indifferenza, con la sua “non-azione” generi, per effetto secondario, tutta una catena di situazioni passive non previste e talvolta veramente controproducenti.

Vogliamo condividere con voi parti dello scritto “Contro gli indifferenti.” di Antonio Gramsci. Brano contenuto nella pubblicazione “La Città Futura” del 1917.
Un brano logicamente politico, e legato al suo tempo, ma come vedrete, perfettamente attuale e, per gli estratti che riportiamo, veramente adattabile anche ad altre situazioni, alla vita in generale.

L’indifferenza

Caro Poeta, felice compleanno!

Caro Poeta, oggi è il giorno del tuo compleanno, e non uno qualsiasi, ma il giorno del tuo 50° compleanno, mezzo secolo, un traguardo importante!!

Che bello che sia capitato di mercoledì, così siamo riusciti a festeggiarti anche noi. In un modo molto semplice, un caffè e una piccola torta (a malapena volevi che ti facessimo gli auguri, tanto sei timido e riservato), ma a volte è nelle semplici cose che si nasconde la felicità.

Caro Poeta, felice compleanno!