Cattedrali

Sono un architetto e trascorro buona parte delle mie giornate a progettare case, indagando le personalità dei miei clienti per immaginare ambienti, prefigurandomi atti di vita quotidiana messi in scena sul palcoscenico di quello che è il teatro di questa nuova quotidianità: la casa.

In base a chi ho davanti immagino di aprire la porta d’ingresso e di ricevere più o meno luce, di vedere ampie vetrate che frastagliano il soggiorno o piccoli pertugi che filtrano la visuale; le spazialità sono gerarchizzate da oggetti, arredi o pareti.

Penso a una moltitudine di materiali, una varietà infinita di colori, i rumori della città o i suoni della natura e poi gli odori.

Si, perché “la casa” non è solo “un posto” ma un’esperienza sinestetica.

Il mercoledì sera, durante le ore di volontariato che svolgiamo con i nostri amici, li ascolto, li guardo, li osservo.. e attraverso i loro occhi è come se venissi risucchiata all’interno di una cattedrale gotica, talmente alta da sentir dissipare l’attenzione e le energie verso il cielo; finestre ravvicinate, alte e strette, dipinte di scuro. Fa freddo e c’è poca luce.

Lo spazio è senza misura e ogni rumore restituisce un’eco disorientante. Non ci sono oggetti, non ci sono colori, non ci sono profumi. Istintivamente sento il bisogno di uscire e allontanarmi da questo luogo abbandonato, fatiscente e inospitale. Ma intravedo qualcosa, una sagoma in fondo alla stanza, in mezzo alle tenebre. Una porta. Mi avvicino titubante, ci sono decine di ragnatele e non c’è la maniglia. Penso che in fondo sia una porta che non vuole essere aperta. Sto per allontanarmi, quando.. dal buco della serratura intravedo una luce, calda, arancione, invitante e capisco che invece dietro quella barriera può esserci qualcosa. Appoggio la mano sul pannello e spingo con tutta la forza che ho: è subito magia!

Davanti a me un’esplosione di luce e di colori, piante di ogni genere, farfalle di ogni specie e profumi di ogni tipo.

La musica.

Le emozioni.

La vita.

L’uomo.

Chiunque esso sia.

E ai piedi dei nostri monumenti ci sono cattedrali di cui non conosciamo nemmeno l’esistenza..

Testimonianza di Stefania

Intemperie

In questo periodo sono più vulnerabile del solito, fuori c’è il sole ma quando cammino per strada, in un parco o per le vie del centro sono pervasa da stati d’animo di sconforto, agitazione, instabilità; sento sempre di più la mancanza di una cena con gli amici, di una carezza di un familiare, di un abbraccio di una persona cara. Vorrei stare sotto una coperta, sul divano, con l’amica del cuore a guardare un film e mangiare cioccolata.

Ho bisogno di calore: calore umano, calore emotivo, calore spaziale.

L’unica cosa che posso fare è quella di rientrare a casa, nella mia tana, nel mio rifugio e accoccolarmi al calduccio, in tranquillità, lasciando tutti gli eventi e i turbamenti fuori dalla porta, abbandonandomi all’unico senso di calore e protezione che posso avere in questo momento.

Le emozioni si placano, la mente si sgombra, il battito si regolarizza e tutto torna alla normalità, ma il pensiero divaga e mi porta a pensare ai nostri amici senza tetto. Loro non vanno a cena con gli amici, non ricevono una carezza da alcun familiare, ne un abbraccio, non guardano un film con l’amico del cuore sul divano mangiando cioccolata e non hanno un rifugio che protegga loro e i loro pensieri.. in qualunque circostanza, tutti i giorni dell’anno, con il sole o con la neve.. loro sono là, per strada, da soli, esposti alle intemperie del tempo, della società e della mente..

Testimonianza di Stefania

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Non uso molto Facebook. Per qualche anno ne sono rimasto fuori. Ricordo che mi convinsi ad abbandonarlo dopo un commento fatto da una mia compagna di Liceo; non accettava il fatto che non avessi confermato la sua richiesta di amicizia.
Poi, dopo qualche anno, vidi il film “The Social Network” ed immediatamente ripresi a riflettere su questo tema. Mi ricordai del mio periodo di studi universitari in Islanda, dove trascorsi alcuni tra i più bei momenti della mia vita, imparando a conoscere meglio le mie emozioni ed affrontando per la prima volta anche la solitudine.

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

“La vita da senzatetto è una dura, dura lotta. Sei sempre affamato, sei sempre stanco e la società pensa sempre il peggio di te”. Gregory P. Smith è un uomo australiano… Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

Una serata davvero DIFFERENTE

Strana impressione partecipare a una serata (IN)Difference. Senz’altro (e chissà in quanti avranno già fatto questo gioco di parole) non vi lascerà INDIFFERENTI. Non sarà una cosa che dimenticherete presto, qualunque scelta facciate per i vostri prossimi mercoledì.

Per chi come me si reputa una persona sociale

Una serata davvero DIFFERENTE

Caro Poeta, felice compleanno!

Caro Poeta, oggi è il giorno del tuo compleanno, e non uno qualsiasi, ma il giorno del tuo 50° compleanno, mezzo secolo, un traguardo importante!!

Che bello che sia capitato di mercoledì, così siamo riusciti a festeggiarti anche noi. In un modo molto semplice, un caffè e una piccola torta (a malapena volevi che ti facessimo gli auguri, tanto sei timido e riservato), ma a volte è nelle semplici cose che si nasconde la felicità.

Caro Poeta, felice compleanno!