Mercoledì

Pane dal cielo – il nostro augurio di Buon Anno!

A febbraio di quest’anno è uscito per la prima volta nelle sale (l’anteprima nazionale si è tenuta all’Auditorium San Fedele all’interno del Festival Aquerò) il milanesissimo film “Pane dal cielo”.
Un film milanese dall’ambientazione al regista, Giovanni Bedeschi, volontario da più di dodici anni presso la Fondazione Opera San Francesco da sempre vicina ai poveri e agli svantaggiati.
Bedeschi, che unendo il volontariato con il suo lavoro nella pubblicità, è riuscito a vedere in modo diretto due mondi diversissimi, quello frenetico del business e del consumismo e quello duro e difficoltoso delle persone senzatetto, ha voluto mettere su celluloide il suo messaggio, rendere visibile a tutti quello che spesso si preferisce ignorare: il mondo e la vita quotidiana delle persone che vivono ai margini.


Anche lui, come spesso raccontiamo noi, si è reso conto che la persona senza fissa dimora non è un ruolo, una mansione, un tipo. Senzatetto è un evento, e come tale può accadere a tutti, ma, può anche essere superato, proprio come ogni altra difficoltà che la vita inevitabilmente ci può portare davanti.

Ma “Pane dal cielo” non è un documentario, sebbene vi abbiano partecipato anche persone senza fissa dimora seguite da Progetto Arca Onlus, di Milano. Il film è una storia natalizia (ed è anche il nostro modo per farvi gli auguri di Buon Anno!), una storia allegorica e a tratti felliniana.
E’ la storia di Lilli e Annibale, un uomo e una donna di mezza età, senza fissa dimora in una Milano contemporanea, che, alla vigilia di Natale stanno cercando un posto caldo per passare la notte quando trovano, in un cassonetto nei loro pressi, un neonato abbandonato ma sano e felice che li guarda sorridente. Decidono quindi di portarlo nell’ospedale più vicino ma, sorprendentemente, scoprono che nessuno, tra il personale dell’ospedale, sembra vedere questo bambino con la conseguenza che i nostri due protagonisti sono presi per pazzi e invitati a lasciare la struttura.
Lilli e Annibale si rendono conto ben presto che solo “certe” persone possono vedere il bambino; tra queste, lo riescono a vedere tutti gli altri senzatetto della città. Il bambino sembra subire quello che succede ogni giorno a loro, invisibili a chi “vive nelle case” e diventa simbolo di un messaggio. Come spiega il regista stesso:

Il bambino del film, che non tutti hanno il dono di poter vedere e che diventa motivo di cambiamento per molti, è lì per ricordarci che tutti possiamo avere una seconda possibilità nella vita. A una condizione, però. Quella di cominciare ad osservare le cose con gli occhi del cuore.

Un bell’interrogatorio, da porsi forse nel momento dell’anno in cui si fanno i conti con la propria coscienza e con il proprio comportamento passato.
Noi vi lasciamo con il teaser, realizzato due anni fa, all’inizio di questo progetto e della campagna fondi per realizzarlo:

Vi invitiamo inoltre a seguire la pagina facebook del film, che fino ad aprile prossimo girerà tutta Italia, per conoscere il cinema più vicino a voi dove verrà proiettato 🙂

…e tu? Lo vedi il bambino?



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Pubblicato il: 31 Dicembre 2018 alle 6:12 pm