Mercoledì

Non è il freddo che uccide ma la solitudine – Mercoledì 11 Gennaio

Gennaio ha portato il freddo, quello vero, quello che ti congela le dita dei piedi e delle mani se stai fuori per più di mezz’ora. Ma i nostri amici senzatetto in strada ci vivono e in questi giorni stanno facendo i conti con le basse temperature. Molti telegiornali si sono finalmente accorti di questo grande popolo senza una casa e sono venuti in Duomo per intervistare e capire come si fa a sopravvivere al freddo.

Il Broker, che è sempre a suo agio davanti alle telecamere, ha spiegato che a Milano ci sono molte opportunità per non morire di fame e per vestirsi e lavarsi adeguatamente. Però nei dormitori quasi nessuno è disposto ad andare. “Perché?” abbiamo più volte chiesto a chi della strada ne ha fatto la propria casa e la risposta è sempre la stessa: “c’è troppa gente, scarse condizioni igieniche, furti e non si dorme tranquilli”. Il Poeta ha sensibilizzato un prete a concedergli una stanza dell’oratorio della Chiesa usata per le riunioni dove può dormire e ripararsi.

“Io sono stata in dormitorio solo una notte e non ci metto più piede!” ci racconta una nuova amica di soli 30 anni, picchiata brutalmente da un gruppo di donne nella sua unica notte trascorsa nel dormitorio. Orfana, ha vissuto con le suore in un istituto fino all’età di 18 anni, età in cui sei considerato un adulto ed in grado di farti una vita, trovare un lavoro, pagare una casa.. Lasciata la Sardegna la nostra giovane amica è emigrata verso l’operoso Nord-Est d’Italia dove ha avuto un lavoro fino all’anno scorso, momento in cui l’azienda per cui lavorava fallisce e lei si ritrova senza i soldi per poter pagare un alloggio, ne una famiglia ad aiutarla. E’ così che abbiamo incontrato anche lei a popolare le strade di Milano.

Quanti di voi sono riusciti ad avere la propria indipendenza economica senza nessun aiuto della famiglia al compimento della maggiore età? E quanti hanno avuto una mano per rialzarsi dopo le prime batoste? Conoscere questa nuova amica, ed anche il ragazzo rumeno coetaneo che abbiamo aiutato a stendere il curriculum, ci ha ancora una volta fatto riflettere sull’importanza di essere lì con loro, di ascoltarli, di vincere l’indifferenza della società intera, di essere la loro famiglia.

Non è il freddo che uccide ma la solitudine.

Vieni anche tu il mercoledì con noi, entra a far parte della grande famiglia di Indifference.



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Pubblicato il: 16 Gennaio 2017 alle 11:31 am