mercoledì

[!N]Difference non conosce confini

Il nostro  “viaggio” nell’indifferenza inizia con il solito appuntamento in piazza Duomo.

C’è un bel fermento di volontari in questi ultimi mercoledì e siamo felici di poter accogliere di settimana in settimana nuovi compagni di viaggio! E che compagni! vengono da tutta Italia, ragazzi che sono a Milano per svariati motivi e che scelgono di passare il mercoledì sera in modo diverso.

Questa sera però abbiamo con noi un ospite che addirittura viene dall’America. Sembra infatti che la notizia di indifference sia rimbalzata sul sito di couchsurfing e una ragazza di Philadelphia si ritrova fra di noi per vivere questa esperienza. Ci dice che sarà a Milano per poco, ma che vuole unirsi al gruppo in quanto crede in quello che facciamo.  Trascorre cosi il primo mercoledì del mese di Febbraio, tra volti conosciuti e volti nuovi, una serata in piena allegria.

Il nostro amico “Sagace” si offre di fare lezioni di geografia, con la scusa di presentare la sua terra d’origine, la puglia. Il Broker racconta della sua storia ai nuovi arrivati e si fa portavoce del messaggio del Piccolo Principe, il suo libro preferito. Il Poeta, che ama raccontare la sua nuova vita in casa, ci parla della bellezza di potersi concedere un pomeriggio davanti alla tv e di come vada fiero di quel mazzo di chiavi. Già, qualcosa che tutti noi crediamo scontato ma che per chi non ha una casa da 6 anni rappresenta un trofeo. Chiacchieriamo con il nostro amico Artigiano, sempre dedito alla sua peculiare passione per i braccialetti e infine notiamo delle assenze. Qualcuno ci dice che le forze dell’ordine hanno chiesto ai clochard di lasciare la zona di Corso Vittorio, cosi ci rechiamo a visitare i nuovi “nidi”. L‘Infermiera ci porta nella sua nuova “casa”, un pavimento un po’ freddino, ma con la sua solita dolcezza ci racconta di come sia trascorsa la settimana.

Ogni mercoledì c’è sempre qualcosa da imparare da loro, che possa essere una lezione di meccanica sul cambio automatico, di geografia o di psicologia,  ma soprattutto ognuno di loro ci insegna l’arte di sapersi accontentare, saper stringere i denti e soprattutto sperare in un futuro migliore che quando arriva ha tutto il sapore dello stupore.



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Pubblicato il: 12 Febbraio 2018 alle 4:03 pm