Mercoledì

L’illusione è un colpo forte al cuore – mercoledì 8 febbraio

Ore 20, Piazza Duomo a Milano, puntuali come ogni mercoledì, ci ritroviamo per un’altra nuova serata con i nostri amici senzatetto.

Formiamo due gruppi, il primo verso il nostro punto di incontro in corso Vittorio Emanuele e il secondo per un giro più ampio nelle vie limitrofe.

Incontriamo subito una coppia di Slovacchi che, con un Italiano difficoltoso, ci comunicano che hanno bisogno di abiti più caldi per superare le freddi notti invernali. Purtroppo, soprattutto per le persone straniere, la lingua è una grossa barriera in strada, perché non riescono ad avere subito accesso alla informazioni importanti. Milano è una città in cui sono presenti moltissime organizzazioni atte all’aiuto e ai beni di prima necessità per le persone in difficoltà. Decidiamo quindi di chiamare immediatamente il CASC per segnalare la loro esigenza e cercare, per quanto sia possibile, di accelerare la situazione.

Girato l’angolo, in via Santa Margherita, ci imbattiamo in una coppia di Rumeni anziani. Sono nuovi, arrivati a Milano da appena 4 giorni e la strada è l’unica casa che hanno. Il loro racconto è forte e toccante; un figlio, ancora in Romania, ricoverato in ospedale, con due buchi nella schiena. Hanno solo una richiesta, sono molto religiosi e ci chiedono una Bibbia per pregare la guarigione del figlio. Molti dei nostri amici sono credenti, credere che ci sia qualcosa o qualcuno che possa guardarli e aiutarli, a volte, è una delle poche certezze che hanno e che può dar loro la forza per superare ogni giorno.

Nel mentre, il gruppo principale in Vittorio Emanuele, incontra l’Artigiano, che ci aggiorna sul colloquio fatto in Comune per ottenere un lavoro. Vi avevamo precedentemente raccontato che abbiamo aiutato alcuni di loro a fare richiesta di partecipazione ad un bando del Comune di Milano per un posto di lavoro per disoccupati. L’Artigiano, dopo la chiamata, si è subito recato all’incontro, scoprendo però che per i lavori offerti occorreva essere più giovani e con una buona conoscenza nell’uso del computer. Purtroppo non ha potuto accettare ed è tornato sconsolato, nel suo solito spazio sul Corso.

Passando molto tempo con loro abbiamo appreso un insegnamento fondamentale. Per chi non ha nulla, per chi vive di ciò che riesce a racimolare ogni giorno, una qualsiasi aspettativa o speranza che possa migliorare la sua posizione è vista come un’opportunità enorme.

Proprio per questo è molto importante non deluderli, promettendo solo ciò in cui realmente ci si vuole adoperare, e assunto l’impegno, portare avanti l’obiettivo insieme con lo scopo (sia di renderli partecipi della loro nuova emancipazione, sia per dimostrare loro che le intenzioni sono serie), in quanto il reale obiettivo di chi sceglie di donare il suo tempo alle persone svantaggiate è di toglierle da questo svantaggio e cancellare il dislivello che si è creato. Fondamentalmente è una scelta altruista nella sua pura semplicità.



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Pubblicato il: 13 Febbraio 2017 alle 3:01 pm