Mercoledì

La nostra serata – mercoledì 25 gennaio

Da ormai più di un anno, il Mercoledì è la nostra serata. Può piovere, nevicare, fare caldo torrido, può essere dicembre, come agosto, può essere un giorno di festa, di sciopero dei mezzi. Nulla di tutto ciò conta. Il Mercoledì è sempre la nostra serata.

Ci ritroviamo alle 20 davanti al McDonald’s di Piazza Duomo e andiamo, accompagnati dalla forte speranza di alleviare la solitudine delle persone più svantaggiate, che la vita sta mettendo di fronte a situazioni veramente dure ed estreme.
La nostra gioia più grande è stato vedere come, dopo la nostra costanza, ora veniamo “attesi”: le persone che abbiamo conosciuto in questo periodo, con le quali abbiamo scambiato risate, chiacchiere, perplessità e riflessioni sulla vita, ci aspettano, letteralmente trepidanti, ogni mercoledì nelle nostre zone consuete, le vetrine di corso Vittorio Emanuele.

Il “qualcosa” che abbiamo instaurato è unico, indescrivibile, ma allo stesso tempo tangibile. E’ qualcosa che vogliamo impegnarci a mantenere, ma contemporaneamente vogliamo espandere, per confortare altre persone.

Ed è così che da qualche tempo abbiamo cominciato a esplorare le zone limitrofe al corso, da Cordusio a piazza Fontana, da piazza San Babila a via Hoepli. Le vite che scopriamo e gli aneddoti che sentiamo ci fanno scoprire mondi nuovi, vite impensabili, sacrifici duri ma anche atti di vera bontà.

Questo mercoledì abbiamo approfondito la conoscenza del “Vendemmiatore”, rumeno, in strada dal 2004, lascia al suo paese tre figlie piccole e una moglie, alle quali cerca di mandare il suo guadagno da questuante. Durante la sua giornata si sposta in varie zone di Milano con lo scopo di poter raccogliere quello che gli serve per vivere e aiutare la sua famiglia. Ha il vizio dell’alcol che lo porta spesso a vanificare le sue raccolte e gli ha causato anche un problema di salute abbastanza serio. Nella sua vita è stato un lavoratore multiforma, dalla vendemmia in Romania, all’operaio fieristico in Italia, ha anche girato numerose città della penisola.

Siamo poi ritornati dal suo dirimpettaio, l’Ortolano, che ci ha raccontato la storia della sua vita. Lascia la Puglia, la moglie e quattro figli moltissimi anni fa per trasferirsi a Milano; da qui manda parte del suo guadagno alla famiglia, per non scoprire poi che quei soldi finivano per essere spesi in droga, della quale la moglie ne era dipendente. A causa di ciò, i figli sono stati dati in affidamento ad altre famiglie.

Ci racconta poi che il vizio di molte persone senzatetto sia il gioco d’azzardo, nel quale spesso bruciano tutto quello che sono riuscite a racimolare. Ma è solo un aspetto che fa parte di quel gioco chiamato vita, quando ti mette in situazioni provanti, dove a volte avere l’animo di ricominciare, contro tutto e tutti, non è poi così scontato.

Torniamo quindi in corso Vittorio Emanuele, dove i nostri amici storici ci accolgono a braccia aperte: ascoltiamo la tortuosa vita del “Meccanico” (unitosi a noi poco prima di Natale), che ci racconta di una gioventù trascorsa nella malavita e nei furti e di due parentesi in “albergo”; contemporaneamente conosciamo un nuovo anziano amico “Il Driver”, che, dalla parte opposta, faceva invece l’autista della polizia penitenziaria.

La strada è così, li unisce tutti e non guarda al tuo passato, non ti salva se sei stato buono, non ti punisce se “hai peccato”. Permette a tutti di rialzarsi e di dimenticarla per sempre, ed è quello che auguriamo ai nostri amici.

 



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Pubblicato il: 30 Gennaio 2017 alle 11:16 am