Mercoledi

La delusione

Si è soliti pensare che alcune cose prettamente “intangibili” abbiano anch’esse un peso, come ad esempio l’anima.
Anche le parole hanno un peso, possono essere leggere e darti quasi la sensazioni di volare, possono essere pesanti e quindi lasciare un segno, sia positivo che negativo, dentro di te.
Il peso delle parole si comporta esattamente come il peso delle cose reali, ovvero viene esercitato da un campo gravitazionale su un corpo avente massa. Ognuno di noi ha, figurativamente, un campo gravitazionale differente, come per esempio ogni pianeta ha il suo proprio; quindi, come conseguenza, le parole hanno un effetto diverso su ciascuno di noi. Quando sono “pesanti” in modo generico, possono essere più o meno pesanti a seconda del nostro campo gravitazionale.

Possono essere considerate importantissime o meno, possono dare grosse speranze o no, possono offendere e rattristare o passare inosservate.
Arriva da sé la deduzione (per le sole “cose” umane) che un campo gravitazionale debole dà un peso maggiore ad esse, che, espresso in un ambito meno figurativo, indica maggiore sensibilità nella ricezione in rapporto ad una maggiore debolezza di struttura.

I campi gravitazionali deboli sono frequenti, allo stesso modo di quelli forti; per motivi ovvi però, nelle serate di [!N]Difference è più frequente imbattersi in quelli deboli, proprio perchè è spesso stata questa debolezza a far trovare loro la strada: imprevisti della vita non saputi gestire con abbastanza forza.

Capita quindi che, incontrando questi campi, occorra fare un po’ di attenzione alle parole che si usano, perchè esse vanno direttamente a posizionarsi nell’enorme vuoto dei campi gravitazionali deboli, cercando e sperando di colmarlo.

Ma se queste parole erano d’aria e sono state considerate di piombo, il danno che creano una volta che si insinuano nel campo potrebbe essere assai grave.

Tornando con i piedi per terra da queste metafore planetarie, stiamo parlando della “delusione”. Un sentimento sottile, a volte imprecedibile e imprevisto, di cui possiamo esserne responsabili senza renderci conto, perchè magari una nostra frase sembrava una promessa, un nostro saluto pareva esclusivo, un nostro aiuto è stato interpretato come un’attenzione speciale.

È difficile dover dire che spesso occorre fermarsi prima della “relazione speciale”, perchè può sembrare una scelta egoistica volta a dei rapporti meramente superficiali, invece, evitare di essere interpretati come i “riempitori ufficiali dei campi gravitazionali deboli e dei loro immensi spazi vuoti” sarebbe una delle scelte più salvifiche, per entrambe le parti.

Perchè da una delusione subita, non ci si risolleva. E neanche da una deusione inferta.



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Pubblicato il: 28 Giugno 2018 alle 11:39 am