Mercoledì

Il lavoro nobilita l’uomo? – Mercoledì 19 Aprile

“Il lavoro nobilita l’uomo e lo rende libero”

Questo detto, attribuito la maggior parte delle volte allo scienziato evoluzionista Charles Darwin, ma che trova probabile paternità  anche nel filosofo Karl Marx, ci è sicuramente noto.

Il suo significato intende l’azione lavorativa, che di per sè è un’azione interagente col mondo e con la natura, come un processo che permette all’uomo di modificare a suo vantaggio il suo stile di vita. Non a caso è stato proprio grazie al lavoro che sono nate e si sono sviluppate la scienza, la tecnica, la tecnologia con tutte le meravogliose invenzioni ad esse annesse, che hanno permesso notevoli sviluppi all’umanità.

Se tutto ciò è sicuramente vero, il lavoro ha fin da subito avuto anche un lato parecchio oscuro, che si collega tristemente con concetti come sfruttamento, schiavitù, coercizione.
Siamo tutti a conoscenza delle condizioni di lavoro atroci che persistono ancora oggi in svariate parti del mondo, ma situazioni assurde capitano anche sotto i nostri occhi e fanno anche spesso parte delle storie dei nostri amici.

Capita proprio di parlare di questo tema con la Coppia Siciliana, marito e moglie originari della provicia catanese, che avevamo incontrato già questo inverno. Purtroppo in questi mesi non sono riusciti a trovare delle occupazioni fisse, ci siamo così mobilitati per far avere loro più copie dei loro curriculum e di distribuirne qualcuna in luoghi idonei. La coppia ci racconta inoltre che la figlia, rimasta in Sicilia, durante la ricerca di lavoro deve spesso imbattersi in situazioni dove i datori di lavoro non hanno intenzione di pagare i dipendenti e cercano in tutti i modi di posticiparne il momento. Sappiamo che non è un fattore geolocalizzabile, ma ahimè ci si può trovare in queste condizioni ovunque nel mondo. Sono proprio queste notizie a far ricredere sulla nobilitazione dell’azione lavorativa, che pare invece una condanna.

Contemporaneamente scopriamo che donna della coppia è la sorella del Poeta: questa notizia ci ha colto impreparati, come se l’essere senzatetto fosse una questione genetica. Il Poeta, dopo averci dato questa informazione, ci ha come letto nel pensiero, e ha voluto sottolineare che loro non avevano mai avuto problemi economici tali, ma poi un guaio alla loro abitazioni li ha costretti a muoversi e cercare fortuna altrove, pur sprovvisti dei mezzi per avere un nuovo alloggio.
Noi abbiamo perfettamente capito le parole del Poeta, ma soprattutto siamo certi e consapevoli che “senzatetto” è una condizione, più o meno temporanea, che colpisce individui che per sfortuna si trovano in situazioni di vita instabili. “Senzatetto” non è una caratteristica indeliebile di una persona e non è per sempre.

Durante la serata abbiamo anche incontrato i nostri “veterani” del mercoledì, come il Broker, che fonde abilmente battute spassose a considerazioni d’attualità, il Concierge, che ci racconta come ha trascorso le festività pasquali, e come tante persone lo aiutino e gli dimostrino affettol’ Artigiano, che ha di nuovo sfiorato la vittoria con le sue improbabili schedine,  l’Economista, che si è abbandonato in riflessioni e confidenze, il Sagace, con le sue novità sempre un po’ dolci-amare.

Tra poco più di una settimana è la festa del lavoro, noi non abbiamo ancora capito se esso nobiliti o condanni…ma siamo certi che con l’aiuto di tutti, magari anche di voi lettori, si potrebbe trovare un’occupazione per i nostri amici, che sarebbe il primo passo di emancipazione dalla strada.
Vi invitiamo sempre a segnalarci posizioni lavorative attinenti a info@indifference.it
Grazie di cuore <3



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Pubblicato il: 24 Aprile 2017 alle 12:15 pm