Mercoledì

Ehi tu, dico proprio a te, cosa faresti al posto mio?

A chi non è mai capitato di confrontarsi, in famiglia, a lavoro o fra amici, sul tema dell’immigrazione?

Ogni giorno veniamo bombardati dai mass media che ci offrono report aggiornati sui numeri degli stranieri che arrivano nel nostro paese per svariati motivi. Qualche giornalista focalizza l’attenzione sulle problematiche della gestione di questi flussi, altri ci raccontano come sia possibile o “impossibile” convivere con persone che arrivano da terre diverse dalla nostra. Poi ci siamo noi, che non siamo giornalisti. Ebbene si, non è il nostro mestiere, ma spesso ci capita di affrontare queste tematiche nei nostri mercoledi, quando davanti a noi si materializza chi ha semplicemente bisogno di affidare a qualcuno il suo sfogo.

Cogliamo infatti lo spunto dal nostro ultimo incontro per parlare di chi trova nella strada una situazione migliore: si, una strada migliore di quella che ha nel suo paese, dove la guerra ha portato solo morte.

C’è chi ci tiene a farti sapere che preferisce una strada di Milano alla guerra, che vorrebbe un lavoro ma che per età e problemi di salute non riesce a gestire la sua vita come vorrebbe, ma si accontenta.

Ci si potrebbe stupire, ma sono persone che hanno avuto un passato lavorativo, hanno una famiglia, ma preferiscono la strada, fredda ma libera.

Accogliamo spesso lo sfogo e le domande di chi vive una condizione difficile da affrontare.  Cosi questo mercoledi abbiamo fatto un giro nei pensieri di uno di loro, di quelli che potrebbe essere un nostro papà. Un uomo dal sorriso dolce, che ha un atteggiamento ben lontano da chi a pochi passi riesce solo ad urlare la sua “disperazione”. Ci racconta di come il suo destino sia segnato, da un paese, quello di origine dove sarebbe destinato alla morte, e da un paese l’Italia dove nonostante tante contraddizioni, riesce ancora a trovare uno piccolo spazio, quello della strada.

Il nostro ascolto e per quanto possibile le nostre parole ci auguriamo possano essere un modo per testimoniare loro che per chi cerca solo aiuto c’è qualcuno che ha una alternativa all’indifferenza.



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Pubblicato il: 5 Giugno 2018 alle 9:00 am