mercoledì

“Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno- forse lo faranno tutti” – MERCOLEDI’ 18 OTTOBRE

I nostri mercoledì sono spesso attraversati da un unico grande obiettivo:” seminare “. E’ il principio che ci muove ad essere li con costanza, al fianco dei nostri amici, anche solo per ascoltare come è trascorsa la loro settimana senza sconvolgimenti ma con l’attenzione alle loro storie, che vengono da molto lontano nel tempo.

In questo mercoledì abbiamo ascoltato racconti del quotidiano che ci fanno capire come la storia di ognuno di loro, come la nostra,  sia fatta di periodi di semina e periodi di raccolto,  di come qualcuno possa aver compreso la grande importanza del seminare e qualcun’altro abbia bisogno di un aiuto per farlo.

Nel nostro salotto all’aperto abbiamo incontrato il Poeta, ormai già da ben 2 settimane nel suo appartamento assegnato dal comune. Le sue parole e il suo volto sono quelle di chi si sente un buon seminatore, felice di poter finalmente raccogliere i frutti della sua semina: una casa, un piccolo lavoretto che gli permette di iniziare a reintegrarsi nella società, l’affetto dei volontari che lo stanno assistendo per poter avere in necessario in casa per vivere. La strada è stata la sua casa per tanto tempo, lo vediamo sempre contento di essere con noi per condividere questo grande cambiamento. Un altro buon seminatore è il Sagace. Proprio lui che spesso ci dice: “chi semina, raccoglie”ci racconta di come la settimana sia trascorsa serenamente con il suo lavoro part time, garantito dal comune, che gli permetterà finalmente  di tornare per qualche giorno nella sua amata Puglia per rivedere la madre.

Non lontano da loro c’è sempre il nostro Artigiano, un lavoratore instancabile..lo troviamo lì a lavoro con i suoi braccialetti. Gli chiediamo anche di farne di nuovi, affidandoci alla sua esperienza con i fili. L’artigiano si può definire come il seminatore costante, non si sposta mai da dov’è, silenzioso spesso, concentrato sul suo lavoro anche quando è in nostra compagnia!

Altri toni assume invece la storia del Pugile, che non manca l’occasione per raccontarci di come nella sua vita, fatta anche di contatti con la mafia, sia difficile cercare di arrivare al raccolto. Una storia molto controversa la sua, che ci apre uno scorcio su esperienze forti quali il campo di concentramento, dove avrebbe trascorso un periodo di 4 anni e la sua carriera da pugile che però viene rovinosamente interrotta da alcuni casi di violenza di cui viene accusato.

Fra di noi non mancano tuttavia i seminatori stanchi come il Concierge. Negli ultimi tempi sembra infatti che il suo impegno a lavoro, ostacolato anche dai suoi problemi di salute, gli risulti cosi tanto insostenibile da desiderare addirittura di licenziarsi. Un problema molto attuale ai tempi d’oggi, ove negli ambienti di lavoro viene spesso richiesto tanto al lavoratore che pur di mantenere un il posto si sacrifica accettandone le condizioni.

Infine abbiamo incontrato D’artagnan e il Girovago. Due storie opposte le loro. C’è chi come quest’ultimo cerca di seminare,ma non riesce a raccogliere..nel suo messaggio ai passanti di Corso Vittorio Emanuele c’è una richiesta di aiuto concreto: la possibilità di avere un lavoro! Dall’altro lato c’è invece chi, come D’Artagnan,  chiede un aiuto economico per poter affrontare la giornata, ma ha bisogno di essere spronato per pensare di poter essere capace di inserirsi nella società grazie ad un vero lavoro.

C’è poi il Broker che questo mercoledì ci racconta di come la società di cui era titolare in passato sia salita in borsa. La sua storia ci ricorda come nella vita non sia importante seminare solo per avere una stabilità economica, ma che sono altri i valori importanti per avere una vita serena.

Seminatori instancabili o meno, ogni loro storia ci fa riflettere sull’importanza di poter sostenere con la nostra presenza il loro percorso per giungere alla mietitura!

– Federica



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Pubblicato il: 23 Ottobre 2017 alle 5:55 pm