La lezione del prof: “Chi di voi è un senzatetto si metta da quella parte del marciapiede”

Carissimi, avete letto dell’esperimento di un prof di liceo ha sensibilizzato i suoi alunni sulla Shoah?
Ecco l’articolo. Clicca qui.
Ora proviamo a cambiarlo leggermente:
Immaginate di essere un senzatetto e di aver partecipato all’esperimento di una professoressa chiamata “Vita”.
 
Chi di voi è un senzatetto si metta da quella parte del marciapiede.
La “Vita” con voi si è portata avanti e vi ha già tolto tutto: casa, lavoro, averi, amici, fidanzato/a, famiglia.🕳
Ebbene sappiate che da ora in poi nei negozi e nei locali la vostra presenza non sarà più gradita, mentre camminerete sarete evitati e irrisorie saranno le vostre possibilità di ritrovare lavoro.
A differenza di 70 anni fa la morte non arriverà attraverso camere a gas, ma per il freddo, su qualche panchina davanti a tutti.
 
Purtroppo questo non è un esperimento, ma per alcuni nel 2019 è la cruda realtà.
Ancora oggi il mondo crea differenze che dopo un iniziale momento di shock vengono accettate e ritenute normali.
 
“Se la società commette qualcosa di atroce voi non dovete tacere.”
Date il massimo per lasciare il mondo un posto migliore di come lo avete trovato e ricordatevi che insieme abbiamo l’opportunità di fare la Differenza all’Indifferenza!🖤

MORIRE DI SOLITUDINE E DI FREDDO

In questi giorni si sono succedute una dopo l’altra drammatiche notizie riguardanti la morte per ipotermia di diverse persone senza fissa dimora. Il 2 gennaio è deceduto, in zona Porta Nuova a Milano, un sessantenne romeno; lo stesso giorno, a Roma, è morto un cinquantenne polacco trovato senza vita su di una panchina nel quartiere Ardeatino.   Sempre a Roma, il giorno successivo, sulle rive del Tevere, si è rinvenuto un altro senzatetto privo di vita.

MORIRE DI SOLITUDINE E DI FREDDO

Pane dal cielo – il nostro augurio di Buon Anno!

A febbraio di quest’anno è uscito per la prima volta nelle sale (l’anteprima nazionale si è tenuta all’Auditorium San Fedele all’interno del Festival Aquerò) il milanesissimo film “Pane dal cielo”.
Un film milanese dall’ambientazione al regista, Giovanni Bedeschi, volontario da più di dodici anni presso la Fondazione Opera San Francesco da sempre vicina ai poveri e agli svantaggiati.
Bedeschi, che unendo il volontariato con il suo lavoro nella pubblicità, è riuscito a vedere in modo diretto due mondi diversissimi, quello frenetico del business e del consumismo e quello duro e difficoltoso delle persone senzatetto, ha voluto mettere su celluloide il suo messaggio, rendere visibile a tutti quello che spesso si preferisce ignorare: il mondo e la vita quotidiana delle persone che vivono ai margini.

Pane dal cielo – il nostro augurio di Buon Anno!

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Non uso molto Facebook. Per qualche anno ne sono rimasto fuori. Ricordo che mi convinsi ad abbandonarlo dopo un commento fatto da una mia compagna di Liceo; non accettava il fatto che non avessi confermato la sua richiesta di amicizia.
Poi, dopo qualche anno, vidi il film “The Social Network” ed immediatamente ripresi a riflettere su questo tema. Mi ricordai del mio periodo di studi universitari in Islanda, dove trascorsi alcuni tra i più bei momenti della mia vita, imparando a conoscere meglio le mie emozioni ed affrontando per la prima volta anche la solitudine.

“Scusa? Cos’è [!N]Difference?”

Si diventa senzatetto per scelta? Mito o verità?

Una delle domande più ricorrenti quando si parla di senzatetto è: “Ma è vero che lo fanno per scelta?”

Beh, prima di rispondere alla domanda facciamo però un passo indietro e chiediamoci: come mai è così diffuso questo particolare pensiero?
Lo è perché i giornali danno molto spazio alle storie non convenzionali, a ciò che va controcorrente o a ciò che semplicemente fa notizia. Si diventa senzatetto per scelta? Mito o verità?

Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

“La vita da senzatetto è una dura, dura lotta. Sei sempre affamato, sei sempre stanco e la società pensa sempre il peggio di te”. Gregory P. Smith è un uomo australiano… Come devo comportarmi quando incontro una persona senza fissa dimora?

Una serata davvero DIFFERENTE

Strana impressione partecipare a una serata (IN)Difference. Senz’altro (e chissà in quanti avranno già fatto questo gioco di parole) non vi lascerà INDIFFERENTI. Non sarà una cosa che dimenticherete presto, qualunque scelta facciate per i vostri prossimi mercoledì.

Per chi come me si reputa una persona sociale

Una serata davvero DIFFERENTE

Il Razionale si racconta

“Credo di aver avuto le più belle soddisfazioni della mia vita chiedendo l’elemosina. Forse è perché sono sempre vestito in modo corretto, sempre pantaloni e camicia stirati, forse sarà l’età, forse perché si vede che sono pacifico e innocuo, non so, ma ho incontrato tanta gente che si è fermata a parlare con me, che mi chiede come sono finito lì, che mi stringe la mano, che mi abbraccia.

Il Razionale si racconta

Qual è l’aspetto che più ferisce dell’essere un senzatetto?

Ciao a tutti,

vogliamo condividere con voi lettori quest’articolo interessante su come vivano i senzatetto e su cosa possa aiutarli veramente a riprendere in mano le redini della propria vita.

L’articolo racconta la densa storia di una vita per strada (25 anni) dove il soggetto è un ex clochard australiano di nome Gregory P. Smith che dopo essere scappato dalla strada per andare nella foresta pluviale a “nascondersi dalla vergona e dall’auto-disgusto” è riuscito a ri-inserirsi nella società. Il signor Smith si mette a nudo facendo emergere come l’aspetto che più ferisce dell’essere un senzatetto sia l’indifferenza mostrata dalle persone e il sentimento di emarginazione che cresce dentro sé stessi.

Qual è l’aspetto che più ferisce dell’essere un senzatetto?