Mercoledí

Attore per una notte

Le vacanze sono ormai finite e Milano riprende vita nel suo splendore invernale.
Come di consueto camminiamo verso il solito punto di ritrovo, dove i nostri amici ci stanno aspettando. L’artigiano è seduto e i suoi braccialini sono nascosti in valigia per paura che possano chiedergli di non esporli. Il Sagace, vedendoci arrivare con calma, ci fa cenno di sbrigarci perchè ci aspetta ormai da un bel po’ e deve raccontarci la sua settimana.
Oggi si sono uniti a noi nuovi ragazzi e assieme a loro andiamo a trovare l’Ortolano che staziona da tempo nelle piccole viuzze del centro.

L’Ortolano è arrabbiato perchè è un po’ che non ci vede, ma basta una piccola battuta per rimettere tutto in sesto. Ci sediamo vicino a lui come bimbi che ascoltano una meravigliosa storia del nonno. Ci sussurra “non sapete cosa mi è successo a capodanno” e tra un colpo di tosse e un altro inizia a raccontarci la sua avventura

10.30 di sera, molto freddo e un’aria gelida che soffia sotto i portici di Vittorio Emanuele. Ad un tratto una voce che richiama l’attenzione dell’Ortolano, “Ehi, mi scusi…”.
Era una regista, a suo dire famosa, che con fare amichevole gli chiede se “volesse passare delle belle feste”. Ovviamente il nostro Ortolano accetta e si ritrova in una splendida macchina con direzione San Siro.

È un set di un film (non possiamo anticiparvi nulla) e il suo ruolo non è altro che sè stesso, un senzatetto che, arrivata sera, deve costruire il suo letto con cartoni e coperte. Una ragazza peró si avvicina e gli chiede se vuole seguirlo a casa sua per dormire al caldo.

Una piccola scena, ben retribuita, ma che ha riempito l’Ortolano di orgoglio. A gran voce ribadiva che “i grandi attori questa scena l’avrebbero rifatta piú volte, io, invece, al primo colpo”.

Piccole attenzioni, piccoli gesti, colpi di fortuna o semplicemente dargli la possibilitá di raccontare la loro giornata ad amici è fondamentale. Provate a pensare se tutte le cose che ci accadono ogni giorno dovessimo tenerle per noi e non avessimo nessuno a cui raccontarle. Già, sarebbe molto triste.

Al prossimo mercoledì.

 

 



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Pubblicato il: 17 Gennaio 2018 alle 12:23 am